Le esperienze con il diapason

Andrea ha colpito il diapason con il martelletto; le onde sonore emesse erano appena percettibili dal nostro orecchio.

Ha ripetuto l'esperimento appoggiando lo stesso diapason su una cassettina lunga 18 cm, aperta solo da un lato, questa volta il suono si udiva perfettamente su tutti i punti dell'aula. Andrea ci ha spiegato che la cassettina ha il compito di amplificare e rinforzare il suono:

RISONANZA

Con un altro esperimento ci siamo resi conto dell'importanza della lunghezza della cassa di risonanza: la cassa di risonanza deve essere della misura adeguata in rapporto alla frequenza del suono prodotto da uno strumento
Materiale usato: vasi comunicanti

Il vuoto del tubo rappresenta la cassa di risonanza, l'acqua la chiusura di un lato. Aprendo il rubinetto dell'ampolla, l'acqua nel cilindro sale, il vuoto diminuisce e la cassa non ha più la stessa frequenza del suono, quindi non si sente più bene.

La risonanza è diversa se l'acqua si alza e si abbassa, è molto buona quando il vuoto è proporzionato alla frequenza del suono.

Inoltre Andrea ci ha fatto capire come l'onda sonora si trasmette ad un altro strumento che abbia la stessa frequenza

Esperimento

Materiale usato: due diapason con due casse di risonanza uguali, un martelletto, un bambino

Colpito il primo diapason si sentiva il suono, un bambino ha bloccato il primo diapason, ma il suono si sentiva ancora, bloccando anche il secondo diapason il suono finiva: questo significa che l'onda sonora (vibrazioni) si trasmette dal primo al secondo diapason
E con l'aiuto dell'oscilloscopio abbiamo visto graficamente le onde sonore......

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Classe IV Scuola Trillini
plesso M.Russo-OsimoII